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Autore Topic: ecco perche' la teoria del riscaldamento globale e' una bufala  (Letto 3111 volte)
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« il: 24 Settembre 2009, 16:03:07 »

semplice: i dati della temperatura globale sono stati nascosti, persi o cancellati; ma non sono comunque piu' disponibili per controllarli. bello no?


http://article.nationalreview.com/?q=ZTBiMTRlMDQxNzEyMmRhZjU3ZmYzODI5MGY4ZWI5OWM=

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« Risposta #1 il: 24 Settembre 2009, 16:31:44 »

semplice: i dati della temperatura globale sono stati nascosti, persi o cancellati; ma non sono comunque piu' disponibili per controllarli. bello no?


http://article.nationalreview.com/?q=ZTBiMTRlMDQxNzEyMmRhZjU3ZmYzODI5MGY4ZWI5OWM=




Vuoi dire, quindi, che qualcuno ci stà facendo passare una cosa per un altra con soliti artifizi?
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« Risposta #2 il: 24 Settembre 2009, 16:50:30 »

Su “Il Giornale” del 04.09.2000 è apparso a tutta pagina un articolo a firma di Franco Battaglia, dal perentorio titolo “Ecco perché l’effetto serra è solo una grossa bufala”.
L’Autore, con piacevole stile giornalistico e colloquiale, racconta che al bar dell’università apprende da una conversazione tra studenti che “la massa totale degli insetti del mondo è stimata essere 100 volte superiore alla massa degli umani.” Continua: “ L’informazione, che sorprese la mia ignoranza, mi permise di azzardare la conclusione che, se così fosse, l'effetto serra non può esistere.". Questa frase, contiene uno dei pochi elementi dell'articolo che mi vede concorde, la sincerità nel proclamare un’ignoranza poi sancita dalle righe seguenti. En-passant, una prima lieve imprecisione, per carità, perdonabilissima, riguarda la temperatura di equilibrio della Terra in assenza di effetto serra naturale: non è di -15 °C, bensì di -18 °C. Il docente prosegue affermando di aver dimostrato, con semplici calcoli fatti su un tovagliolo di carta del bar, che gli insetti del mondo immetterebbero ogni giorno nell’atmosfera più di 100 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, mentre le attività umane ne emetterebbero quantità migliaia di volte inferiori. Si tratta in effetti di una stima, basata semplicemente sull’assunto che gli insetti si cibano ogni giorno di una quantità di materia organica pari a tre volte il loro peso.

Battaglia ha appena ammesso di essere ignorante in biologia, io anche, inoltre nessuno ha effettivamente contato quanti insetti ci siano sulla terra né quanto effettivamente mangino. Quindi è una stima che potrebbe variare anche di un ordine di grandezza. Comunque supponiamola realistica.

 Per verificarne la coerenza, Battaglia cita dati di emissione di anidride carbonica di origine antropica (che è un dato quantitativamente molto più “misurabile” rispetto agli insetti e al loro appetito), desunti dall’American Physical Society (Aps) secondo la quale “la quantità totale di anidride carbonica immessa ogni giorno a causa della combustione di combustibili fossili” è di 20 milioni di tonnellate. E qui, forse per una banale svista, l’anidride carbonica viene confusa con il carbonio: infatti secondo l’autorevole rapporto IPCC (1999), attualmente le attività umane liberano in atmosfera 7 gigatonnellate di carbonio all’anno, cioè diviso 365, fa 19.2 milioni di tonnellate al giorno, assimilabile al valore dell’Aps. Poiché ad 1 kg di C corrispondono 3.664 kg di CO2, (non sono un chimico, quindi sicuramente questo dato è piena competenza di Battaglia che potrà farmi sapere se è corretto) il valore giornaliero di emissioni d’anidride carbonica passa da 19.2 a 70.3 milioni di tonnellate e il conseguente totale annuo risulta pari a 25.6 miliardi di tonnellate. Il pesante errore, nel senso che l’informazione fornita è completamente errata, non inficia tuttavia le conclusioni, in quanto il rapporto tra i teorizzati 100 miliardi di CO2 emessi dagli insetti ogni giorno e i circa 26 miliardi annuali delle attività umane è sempre pari a oltre 1400 volte a favore degli insetti.

Più oltre si ribadisce che la quantità totale di CO2 in atmosfera è pari a 750 gigatonnellate, ma anche qui è ancora il carbonio a essere erroneamente considerato mentre in termini di CO2 il valore attuale passa a circa 2862 gigatonnellate. Da questi valori, Battaglia conclude che “la quantità di anidride carbonica antropogenica è praticamente annullata da piccole fluttuazioni, per esempio, nel numero totale di insetti”.

Ora, al di là della confusione tra carbonio e anidride carbonica che, abbiamo visto, non muta il rapporto di sproporzione tra insetti e uomini, la considerazione che ne deriva è che se gli insetti continuano a mangiare ogni giorno l’enorme massa di carbonio organico che poi trasformano in CO2 con la respirazione, in breve tempo avrebbero esauritole riserve vegetali e animali del pianeta: infatti, assunta in 36 miliardi di tonnellate la massa degli insetti, in tre volte il loro peso la loro dieta giornaliera e in un terzo il contenuto di carbonio della biomassa, in un anno essi avrebbero divorato qualcosa come 36500 miliardi di tonnellate di carbonio ovvero oltre 100000 miliardi di tonnellate di biomassa.

Dov’è l’incongruenza? Nel fatto che ogni giorno la catena alimentare con la fotosintesi al suo apice, rigenera quei 100 miliardi di tonnellate di CO2 emessi in atmosfera in nuova gustosa materia organica divorabile dagli insetti. Si tratta di un ciclo chiuso, che non contribuisce ad un cambiamento netto del contenuto di CO2 in atmosfera. Lo stesso si potrebbe sostenere anche per gli umani, che liberano dai polmoni circa 1 kg di CO2 al giorno, quindi attualmente emettono in atmosfera 6 miliardi di kg/giorno, ovvero 6 milioni di tonnellate (sempre nulla rispetto ai voracissimi insetti): ma il carbonio contenuto in una torta al cioccolato che si trasforma in energia per il nostro benessere, e in CO2 (sia respirata quasi immediatamente attraverso il metabolismo, sia con la decomposizione più lenta di quanto giornalmente o quasi abbandonato nella toilette), viene rapidamente immobilizzato tramite la fotosintesi dalle piante di frumento (farina per la torta) e del cacao. Se si accumulasse tutto nell’atmosfera, non avremmo più torte...

Se Battaglia conoscesse i risultati delle analisi effettuate sulla carota glaciale Vostok, relativa alle concentrazioni di CO2 degli ultimi 450000 anni, constaterebbe sì che esistono notevoli variazioni nella concentrazione di CO2 atmosferica, ma anche che gli attuali livelli sono i più elevati mai registrati in mezzo milione d’anni. Lo zoom sull’ultimo secolo e la curva di Keeling dell’ultimo cinquantennio, mettono in luce il trend positivo della concentrazione di CO2 atmosferica che l’ha portata dalle 280 ppmv dell’era preindustriale alle attuali 368 ppmv. Cosa vuol dire ciò? Che gli insetti stanno aumentando o che mangiano di più? Gli umani di sicuro aumentano e mangiano di più, ma abbiamo visto che non contano nulla rispetto a quegli ingordi degli insetti. Quindi l’anidride carbonica antropogenica, conclude Battaglia, “è una piccolissima frazione di quella immessa da cause che l’uomo non può comunque controllare”. Al suo paragone con un conto in banca sostituisco quello di un acquario: l’acqua - come fosse CO2 - all’interno circola, viene filtrata, ossigenata, “bevuta” dai pesci, ma è sempre la stessa. Se ne aggiungo anche poca da fuori, l’acquario trabocca. Cioè l’effetto serra si altera.

Dopo la biologia, il Nostro entra nel merito della climatologia, altro argomento per il quale credo di non errare mantenendo valido il postulato iniziale della dichiarazione d’ignoranza. “Gli unici dati attendibili sulle temperature medie globali si riferiscono agli ultimi 100 anni: non dovrebbe apparire strano che se uno comincia ad un qualunque istante di tempo, la temperatura globale o cresce o decresce”. Per fortuna ci sono molti metodi di analisi di dati vicarianti (dai ghiacciai ai pollini fossili, dai licheni ai sedimenti lacustri, dagli anelli degli alberi ai reperti archeologici, alle cronache storiche...) che estendono molto più a lungo questo periodo: mille anni con risoluzione dei dati praticamente annuale (fonte WMO), 500.000 anni con risoluzione pressoché decennale (Vostok e sedimenti oceanici). E poi chi l’ha detto che la temperatura deve sempre o salire o scendere: può anche rimanere stazionaria per alcuni periodi, nevvero?

Quanto alle periodicità quel “mi risulta che il globo subirebbe riscaldamenti e raffreddamenti che si alternano periodicamente ogni 600 anni” è in contraddizione con l’affermazione precedente, che si hanno dati attendibili solo per 100 anni... ahi, ahi, qui il metodo scientifico vacilla, professore! Non scendo in dettagli, la letteratura su questo argomento è così vasta che solo una bibliografia essenziale riempirebbe pagine... forse tediose, ma basate su dati oggettivi. Comunque, in climatologia, le periodicità, al di là di quelle più o meno regolari e di ordine decimillenario delle ultime quattro ere glaciali, sono un argomento molto scottante e in piena fase d’indagine. In tanti ci hanno provato, ma il buon Burroughs, autore di “Weather Cycles” ricorda come da oltre un secolo, ogni volta che se ne è annunciata la scoperta di una, questa inspiegabilmente scompariva poco dopo.... con le tendenze, invece è affar diverso.

Sono invece molto d’accordo sull’affermazione che “noi uomini, nella complessità dei fenomeni naturali, siamo meno importanti di quel che ci piace credere”. Il problema si pone tuttavia in termini relativi, non assoluti. Il clima è un sistema dalle enormi energie (inutile competere) ma estremamente instabile (qui si può fare qualcosa con poco sforzo, ricordate la leva di Galileo? Uno stuzzicadenti sotto un masso in bilico su una montagna può far miracoli... La CO2 (e poi non abbiamo parlato del metano e dei CFC, ma la faremmo troppo lunga), è un po’ il nostro «stuzzicaclima» col quale ci dilettiamo da un centinaio d’anni nel tentativo di far rotolare il masso.

Battaglia, invece, liquidato così il riscaldamento globale e le sue conseguenze, insiste: “Qualcuno sostiene che, nel dubbio, per evitare il rischio di doversene poi pentire, val la pena di intraprendere comunque azioni atte a ridurre l’immissione di CO2 antropogenica. Arginare un problema con azioni che, si sa, non operano sulla sua causa è un tipo di logica che nella pratica scientifica verrebbe considerata evidenza di un qualche disordine psichiatrico.” Ma nella “logica della pratica scientifica” le conclusioni come quelle contenute in questo articolo prevedono l’osservazione dei fenomeni quanto più completa possibile, la conoscenza di tutti gli studi fino ad allora pubblicati, la formulazione di una teoria e possibilmente una sua verifica, una meditata fase di maturazione concettuale e finalmente l’emissione di una conclusione. Tutte cose che non si fanno al bar con quattro calcoli su un tovagliolino di carta. Ignorando tra l’altro tutti i meccanismi pazientemente individuati in anni di lavoro dall’IPCC: ha mai sentito parlare, il Nostro, di Clean Development Mechanism, o di Carbon Trade Permits? E poi un utilizzo più moderato e razionale dell’energia fossile, presenta mille vantaggi non solo per il clima ma anche per i nostri polmoni. Occhio agli psichiatri, dunque, potrebbero voler dire la loro in questa “querelle”.

Dulcis in fundo: “In conclusione, l’interpretazione antropocentrica del riscaldamento globale cui si sta assistendo, allo stato attuale delle conoscenze (e, si badi, dopo oltre un secolo di attività di ricerca), sembra essere pura speculazione metafisica priva di ogni connessione con la realtà dei fatti”. Un giudizio decisamente tranchant, che quando si parla di sistemi complessi come quello climatico nemmeno un premio Nobel si oserebbe a pronunciare. Un po’ di tentennamento per la verità lo si percepisce sottilmente da quel “sembra” che doveva essere un “è” - stante la sicurezza della dimostrazione da bar -, un barlume di prudenza scientifica che tuttavia solo pochissimi sono in grado di cogliere. I più, dopo questa lettura tutto sommato scorrevole, e sotto la garanzia della roboante firma in calce (occupa 5 righe di titoli accademici, che tuttavia non contemplano la climatologia), non hanno più dubbi: l’effetto serra è solo una grossa bufala, e ovviamente tutto il mondo aspettava che Battaglia lo scoprisse al bar dell’università calcolando quanto mangiano gli insetti.

Questa non è né scienza, né onesta divulgazione scientifica. La comparsa a tutta pagina di queste affermazioni fuorvianti su un grande quotidiano nazionale è invece un grave danno inferto al difficile lavoro di responsabilizzazione del pubblico e dei decision-makers di fronte al problema del cambiamento del clima e dell’uso sconsiderato delle risorse energetiche del Pianeta. Abbia, il Nostro, questo peso sulla co-scienza.

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« Risposta #3 il: 24 Settembre 2009, 17:06:39 »

Ho letto con molta attenzione il tuo bellissimo ed interessantissimo post, Edward, lungi da me addentrarmi in argomenti ove la mia ignoranza regna sovrana, ma riportando semplicemente le solite "chiacchere da bar", sembra che la gente più che a fondatissimi ma sempre discutibili calcoli matematici, si interroghi su ben altri quesiti, primo fra tutti:

1) Possibile che l'uomo sia riuscito a fare tutto questo?;
2) Non é che magari anche la terra invecchia ed invecchiando si innescano fenomeni naturali a noi sconosciuti?;
3) Il mondo finirà nel 2012?;

Questi sono i quesiti che senti quotidianamente sui quali la gente si interroga, in metropolitana, in treno al bar, insomma in qualunque luogo.

Al momento se non con rassicuranti ed amorevoli esposizioni, piene di formule matematiche che alla stragrande maggioranza poco interessano, nessuno é riuscito a dare con fatti concreti, una risposta a questi tre quesiti basilari, ma tanti altri ce ne sono.
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« Risposta #4 il: 24 Settembre 2009, 17:19:21 »

cosa ha tutto questo a che fare col fatto che l'unico dataset esistente al mondo con dati pre 1980, quello elaborato dal CRU, non sia disponibile per verifiche?

come si fa a basare politiche che costeranno migliaia di miliardi di euro e che costeranno milioni di posti di lavoro lavoro sulla parola di un paio di tizi?


questi sono fatti, caro Eddy
la storia del dataset del CRU e' ben conosciuta nell'ambiente del clima, e nessuno e' ancora riuscito a mettere le mani sui dati grezzi delle stazioni meteo, solo i dati "aggiustati" sono disponibili.
ora, nessuno dice che i dati siano stati falsificati, ma un'errore e' sempre possibile, e il fatto che gli interessati di fatto nascondano i dati originali e' uno scandalo e li scredita completamente come scienziati.

tra l'altro, non e' certo la prima volta che si sono trovati errori o falsificazioni nelle predizioni sul clima, come nel caso del famoso hockey stick, che andava molto in voga ma che e' ormai totalmente screditato

i dati sulle temperature presentati anche da organizzazioni come IPCC sono stati gia' diverse volte verificati come fasulli, anche se loro li chiamano "aggiustati"






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« Risposta #5 il: 24 Settembre 2009, 17:35:39 »

http://www.realclimate.org/

http://ecobridge.org/content/g_cse.htm

http://www.earth-policy.org/index.php?/indicators/C51/
« Ultima modifica: 24 Settembre 2009, 17:49:11 da Edward » Loggato
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« Risposta #6 il: 24 Settembre 2009, 17:48:23 »

continui a essere OT

conosco bene questi blogs
realclimate e' un ben conosciuto blog pro-AGW.
chi ci scrive e' nientemeno che il famoso Mann, l'autore del totalmente screditato hockey stick :-D

http://en.wikipedia.org/wiki/Hockey_stick_controversy

poi, che si siano autonominati "climate science for climate scientist" non costa quasi nulla, comprare un sito e autonominarsi autorita' mondiale di qualcosa su di esso e' assai economico :-D


ma qualunque teoria, pro o contro AGW, deve basarsi su qualcosa, e questo qualcosa e' un dataset che nessuno ha visto eccetto due tizi, e che viene distribuito solo in forma "aggiustata"





io non ti sto passando siti pro o contro, ti sto passando numeri. potrei imitarti e farti un post con 200 siti contro-AGW

« Ultima modifica: 24 Settembre 2009, 17:53:12 da Crono » Loggato

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« Risposta #7 il: 24 Settembre 2009, 18:00:07 »

e' invece scienza questa?

http://www.allheadlinenews.com/articles/7016493076?Antarctic,%20Greenland%20Ice%20Sheets%20Thinning,%20Melting%20Fast

riportato da tutti i media mondiali?
e' una bufala, pura e semplice. tra l'altro, il ghiaccio in antartide e' in costante aumento da sempre, visto che la' la temperatura non scende mai abbastamza da sciogliere il ghiaccio :-D





Su “Il Giornale” del 04.09.2000 è apparso a tutta pagina u

snip

Questa non è né scienza, né onesta divulgazione scientifica. La comparsa a tutta pagina di queste affermazioni fuorvianti su un grande quotidiano nazionale è invece un grave danno inferto al difficile lavoro di responsabilizzazione del pubblico e dei decision-makers di fronte al problema del cambiamento del clima e dell’uso sconsiderato delle risorse energetiche del Pianeta. Abbia, il Nostro, questo peso sulla co-scienza.


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« Risposta #8 il: 24 Settembre 2009, 18:16:53 »

Intanto vediamo chi è questo Mr. Michaels.

Non è che per caso è uno dei soliti volponi?!?


Patrick J. Michaels (±1942- ), also known as Pat Michaels, is a global warming skeptic who argues that global warming models are fatally flawed and, in any event, we should take no action because new technologies will soon replace those that emit greenhouse gases.

Michaels is Editor of the World Climate Report, a blog published by New Hope Environmental Services, "an advocacy science consulting firm"[1] he founded and runs. In an affidavit in a Vermont court case, Michaels described the "mission" of the firm as being to "publicize findings on climate change and scientific and social perspectives that may not otherwise appear in the popular literature or media. This entails both response research and public commentary."[2] In effect, New Hope Environmental Services is a PR firm.

Michaels' firm does not disclose who its clients are, but leaked documents have revealed that several were power utilities which operate coal power stations. On a 2007 academic CV, Michaels disclosed that prior to creating his firm he had received funding from the Edison Electric Institute and the Western Fuels Association. He has also been a frequent speaker with leading coal and energy companies as well as coal and other industry lobby groups.[3]

Michaels is also associated with a number of think tanks and advocacy groups which dispute global warming. He is a Visiting Scientist with the George C. Marshall Institute, a Senior Fellow in Environmental Studies with the Cato Institute[4] and a member of the Advisory Board of the Committee for a Constructive Tomorrow.[5]

« Ultima modifica: 24 Settembre 2009, 18:19:17 da Edward » Loggato
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« Risposta #9 il: 24 Settembre 2009, 18:27:55 »

e' una bufala, pura e semplice. tra l'altro, il ghiaccio in antartide e' in costante aumento da sempre, visto che la' la temperatura non scende mai abbastamza da sciogliere il ghiaccio :-D

A me preoccupa di più quello che sta succedendo al polo nord

http://www.nrdc.org/globalwarming/qthinice.asp

(anche perché ci siamo più vicini... Embarrassed)
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« Risposta #10 il: 24 Settembre 2009, 18:50:44 »

Edward, avevo cominciato a leggereil tuo messaggio, ma ad un certo momento sono stato colto da un attacco di orticaria... mi sembra di poter riconoscere l'autore dalllo stile con il quale è stato scritto.... (sgratt sgratt)
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Ciao
  Mariko


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« Risposta #11 il: 24 Settembre 2009, 19:08:32 »

Edward, avevo cominciato a leggereil tuo messaggio, ma ad un certo momento sono stato colto da un attacco di orticaria... mi sembra di poter riconoscere l'autore dalllo stile con il quale è stato scritto.... (sgratt sgratt)
Stai tranquillo, lo stile non è nè quello di Grillo, né quello di Travaglio, né quello di Fazio, nè quello di Santoro, né quello di Floris.
 
Quello di Michaels invece mi ricorda quello di uno che fa il furbo e basta  Embarrassed
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« Risposta #12 il: 24 Settembre 2009, 19:35:57 »

Luca Mercalli, al soldo di RAI3...
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Ciao
  Mariko


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« Risposta #13 il: 24 Settembre 2009, 20:11:37 »

a prescindere da chi l'ha scritto quell'articolo, il dataset del CRU e' sparito. l'UNICO dataset usato per calcolare l'andamento delle temperature globali. strano he?

lascia stare chi ha scritto quelle cose, guarda i fatti.

Mann e' stato sputtanato per aver "aggiustato" dei dati in maniera che qualcuno potrebbe chiamare truffa
ma quel che e' grave  e' che questi dati fasulli sono stati usati per decidere politiche importantissime.
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« Risposta #14 il: 24 Settembre 2009, 20:18:07 »

minkia Eddy, mi passi qualcosa che non venga dai soliti siti verdorossi, totalmente di parte, pieni di ideologia e propaganda?

"The polar ice cap as a whole is shrinking. "

una balla gigantesca.

e poi, sai perche' i globalwarmisti dicono stupidaggini come:

"The Arctic is global warming's canary in the coal mine. It's a highly sensitive region, and it's being profoundly affected by the changing climate"

perche' hanno scoperto che per ragioni che nulla hanno a che fare col global warming, e che nessuno capisce chiaramente,  il ghiaccio antartico era in diminuzione.

ecco l'andamento del ghiaccio al polonord. questa non e' roba di qualche papiro pro o contro AGW, e' IARC-JAXA

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/index.htm

tranquillo, il polonord non si sta sgelando. e' in recupero dopo il minimo del 2007. Eddy, forse dovresti andare oltre i titoli dei giornali e leggere qualcosa a proposito delle calotte polari, perche' non sembri sapere molto al proposito.
e occhio a quello che leggi in giro sul polo nord polo sud, groenlandia, il passaggio a nordovest o nordest che sia eccetera. con poca fatica potrai comodamente scoprire che sono BALLE. ma porprio balle, di quelle grosse. come quella recente del passaggio a nordovest transitabile per la prima volta nella storia :-D ma questi ci sono o ci fanno?






e' una bufala, pura e semplice. tra l'altro, il ghiaccio in antartide e' in costante aumento da sempre, visto che la' la temperatura non scende mai abbastamza da sciogliere il ghiaccio :-D

A me preoccupa di più quello che sta succedendo al polo nord



http://www.nrdc.org/globalwarming/qthinice.asp

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« Ultima modifica: 24 Settembre 2009, 20:24:55 da Crono » Loggato

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