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Autore Topic: piantata motore in decollo (quesito)  (Letto 6913 volte)
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104ttrista
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« Risposta #15 il: 30 Giugno 2010, 22:48:05 »

ci risiamo coi dogmi, con la storia del "si fa cosi' e basta"
invece DIPENDE.
Certo che dipende Crono,
 dipende dalla quota e quest'ultima dipende dalla macchina, dall'abilità del pilota e da quello che si ha intorno. Per questo è importante "studiare" prima di decollare quello che si deve fare se succede il fattaccio.
A 100km/h e 150 piedi senza motore ho circa 15 secondi di volo se non viro, per fare un 180 e avere 5 secondi per aggiustare e fare la flare devo virare con 18° al secondo, è troppo poco il margine.
400 piedi (circa 45 secondi di volo) è il mio limite personale con il mio aereo, un pilota più grande di me può farcela anche in meno, naturalmente.
Per me il mio limite diventa un dogma.
Un mio amico pilota acrobatico è morto ad Alessandria tornando indietro in decollo...il rischio di stallare è reale.

La prova che suggerisci di fare in quota è ottima, permette di conoscere bene i propri limiti/dogmi (uso questa parola per farti inorridire Cheesy).

p.s.
Alle selezioni (chenonavreidovutofareperchèsonounpilotadipianuracagasottochenonsaleggereglistrumentieccetera) ho chiesto all'esaminatore cosa avrei dovuto fare se in decollo piantava motore, cioè se mantenere io i comandi o lasciare a lui la gestione dell'emergenza, faccio sempre questa domanda quando mi capita di decollare con un aereo che non è il mio o quando il decollo lo fa un mio amico sul mio aereo, non voglio rischiare di dover "litigare" sui controlli in una fase così critica.
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Flak
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« Risposta #16 il: 01 Luglio 2010, 00:28:14 »

Citazione
Alle selezioni (chenonavreidovutofareperchèsonounpilotadipianuracagasottochenonsaleggereglistrumentieccetera) ho chiesto all'esaminatore cosa avrei dovuto fare se in decollo piantava motore, cioè se mantenere io i comandi o lasciare a lui la gestione dell'emergenza, faccio sempre questa domanda quando mi capita di decollare con un aereo che non è il mio o quando il decollo lo fa un mio amico sul mio aereo, non voglio rischiare di dover "litigare" sui controlli in una fase così critica.
E che ti ha risposto ?

P.S. : anche senza fare i calcoli avevo più o meno ipotizzato una quota minima di 450/500' per tentare il rientro ... allora c'avevo preso...   Grin
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E Gesù rispose: Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Luca 11,46.
ClaF
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« Risposta #17 il: 01 Luglio 2010, 00:32:00 »

A mio parere, in una situazione del genere e in tutte le situazioni critiche, c'è una sola azione che deve essere non dico automatica ma addirittura istintiva: portare subito l'aereo alla massima efficienza – che di solito significa o prendere quota, o picchiare (nel caso del decollo).
Tutto il resto, come dice Crono, è un enorme "dipende": è un po' come la storia della "miglior tecnica per atterrare con il vento al traverso". Intanto atterra... E poi ognuno l'avrà fatto in modo diverso.

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"(volare) rimane per me sempre ancora un grande mistero, una passione, un qualcosa di infantile e di irreale." – F. Giaculli
104ttrista
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« Risposta #18 il: 01 Luglio 2010, 01:28:17 »

E che ti ha risposto ?
Che l'avrei condotto io, a meno che, rendendosi conto della mia incapacità, non avesse urlato "e' mio".
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Crono
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« Risposta #19 il: 01 Luglio 2010, 13:15:50 »

un limite e' un limite, che ha normalmente delle ragioni ben fondate. che so, la Vne.

i dogmi sono cose piovute dall'alto che devi prendere per buone a prescindere.

e' quindi ovvio che un limite ha una ragion d'essere e che e' bene conoscerli sti limiti. per esempio, sapere quanta quota serve per fare un 180 col proprio aereo stabilisce un limite sotto il quale la regola dei 45 gradi a dx e sx torna a essere ottima


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« Risposta #20 il: 01 Luglio 2010, 16:19:10 »

Credo che il vero problema sia l'effetto sorpresa e immediatamente se non contemporaneamente l'effetto... purga!

Provare le emergenze in quota o comunque sapendo che basta spingere la manetta che l'elica torna a frullare è sicuramente diverso da una reale emergenza. Questo non vuol dire che non serve, anzi... Però i due fattori detti prime vengono a mancare, e non sono un dettaglio...

Il parere di chi ha provato realmente l'esperienza della piantata motore credo che sia  il più autorevole...anche perchè se lo racconta vuol dire che l'ha ben gestita...
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« Risposta #21 il: 01 Luglio 2010, 16:40:25 »

i tests servono per capire come si comporta l'aereo e per stabilire eventuali parametri.


Credo che il vero problema sia l'effetto sorpresa e immediatamente se non contemporaneamente l'effetto... purga!

Provare le emergenze in quota o comunque sapendo che basta spingere la manetta che l'elica torna a frullare è sicuramente diverso da una reale emergenza. Questo non vuol dire che non serve, anzi... Però i due fattori detti prime vengono a mancare, e non sono un dettaglio...

Il parere di chi ha provato realmente l'esperienza della piantata motore credo che sia  il più autorevole...anche perchè se lo racconta vuol dire che l'ha ben gestita...
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« Risposta #22 il: 01 Luglio 2010, 17:07:32 »

Credo che il vero problema sia l'effetto sorpresa e immediatamente se non contemporaneamente l'effetto... purga!
[...]Il parere di chi ha provato realmente l'esperienza della piantata motore credo che sia  il più autorevole...anche perchè se lo racconta vuol dire che l'ha ben gestita...
O che gli è andata di culo.  Wink
La mia idea è che non ci si debba far cogliere impreparati e l'effetto purga è minore se si sa già cosa si deve fare.
Mi dicono che sono paranoico quando faccio certi discorsi, ritengo però che la concentrazione in quella fase del volo sia fondamentale, bastano solo 30 secondi, poi si può cominciare a tirare il fiato e far raffreddare il cervello. Smiley

Guarda io non ho provato una piantata, ma il 9 Agosto 2008 ho sentito un colpo di tosse al motore in decollo per mancata alimentazione, prima che sistemassi l'impianto carburante (che ho ulteriormente perfezionato di recente seguendo i vostri consigli).
Appena ho avvertito il calo di giri ho buttato giù il muso, la prevalenza è diminuita e il motore non si è spento.
Da allora, prima di decollare accendo le mie due pompe elettriche in parallelo per aiutare la sempre inserita pompa a depressione (che ora è comunque autosufficiente).
L'altra cosa che faccio sempre è concentrarmi come Mastrolindo fino alla quota di sicurezza. Smiley


« Ultima modifica: 01 Luglio 2010, 17:09:32 da 104ttrista » Loggato
massimo
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« Risposta #23 il: 01 Luglio 2010, 18:11:58 »

Guarda, io cerco sempre di pensare prima a "cosa fare se".
In quei momenti secondo me se non hai già ben chiaro cosa fare rischi di perdere istanti preziosi.
Per questo motivo, prima di ogni decollo da una pista che non conosco, butto un occhio intorno per vedere gli ostacoli e sapere dove dirigermi in caso di piantata.
Ciao 104, il tuo sistema di prevenzione è giusta rientra forse in una delle tante attenzioni a cui bisognerebbe attenersi ma che chissà quanti adottano. Ma l'occhio "lo butti" ( Smiley) prima di atterrare? Una volta in campo la visuale non aiuterebe a vedere dove possa essere meglio buttare il muso ... Per esempio preso il tuo campo con quegli alberi non si vede una mazza la dietro  Wink
Ciao
Max
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Massimo
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« Risposta #24 il: 01 Luglio 2010, 18:22:08 »

Credo che il vero problema sia l'effetto sorpresa e immediatamente se non contemporaneamente l'effetto... purga!
[...]Il parere di chi ha provato realmente l'esperienza della piantata motore credo che sia  il più autorevole...anche perchè se lo racconta vuol dire che l'ha ben gestita...
O che gli è andata di culo.  Wink
La mia idea è che non ci si debba far cogliere impreparati e l'effetto purga è minore se si sa già cosa si deve fare.
Mi dicono che sono paranoico quando faccio certi discorsi, ritengo però che la concentrazione in quella fase del volo sia fondamentale, bastano solo 30 secondi, poi si può cominciare a tirare il fiato e far raffreddare il cervello. Smiley

Guarda io non ho provato una piantata, ma il 9 Agosto 2008 ho sentito un colpo di tosse al motore in decollo per mancata alimentazione, prima che sistemassi l'impianto carburante (che ho ulteriormente perfezionato di recente seguendo i vostri consigli).
Appena ho avvertito il calo di giri ho buttato giù il muso, la prevalenza è diminuita e il motore non si è spento.
Da allora, prima di decollare accendo le mie due pompe elettriche in parallelo per aiutare la sempre inserita pompa a depressione (che ora è comunque autosufficiente).
L'altra cosa che faccio sempre è concentrarmi come Mastrolindo fino alla quota di sicurezza. Smiley




... L'importante è che non ti venga in mente di cambiare le candele come a Cremona quando ci siamo conosciuti!  Cheesy Cheesy

p.s. quello concentrato era Coccolino!!!  Cheesy Cheesy Cheesy
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« Risposta #25 il: 01 Luglio 2010, 19:40:34 »

Già adesso ho comprato una chiave che mi porto dietro... massimo, se non vedi un ca22o purtroppo tocca improvvisare. A spessa se ti pianta per 10 sono guai seri anche se pianifichi...
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« Risposta #26 il: 05 Luglio 2010, 17:47:01 »

Credo sia corretto dire che ogni sitauzione di emergenza prevede la sua soluzione corretta, che è dipendente sia dall'aeroplano, sia dai parametri di volo nel momento dell'emergenza e sia dal pilota.
Simulare l'emergenza aiuta fino ad un certo punto, in quanto la mente è preparata ad affrontare quel tipo di situazione. Diversamente lo è nella realtà, che ti capita proprio quando meno te lo aspetti.
Certo ci sono le famose linee guida come il 45° a dx e a sx dell'asse longitudinale, la vel. di massima efficienza, la quota, il terreno sottostante, il vento, ecc...; che conoscendole aiutano a prendere la corretta decisione in frazioni di secondo.
Ma credo che in certi casi un buon 50% del fattore fortuna faccia la sua sporca figura.

Come da voi raccontato ognuno ha fatto la sua esperienza e ognuno ha risolto l'emergenza in modi diversi, perchè le situazioni, i mezzi, i piloti, l'ambiente era diverso.

E' vero che fare un 180° in decollo è rischioso, ma se davanti ci sono ostacoli (magari montagne) si è quasi obbligati a farlo. Se si ha quota sufficiente si può anche tentare di rientrare in pista se si consocono bene le performance del mezzo.
La virata a coltello che risolto l'emergenza di Crono non è stata poi così strana, vista poi come si è risolta l'emergenza; anche se a pensarci hanno azzardato davvero tanto. Basti pensare la stessa manovra in condizione di vento un pò sostenuto o con un mezzo diverso, sarebbe successo tutt'altro oppure quel pilota non l'avrebbe mai fatta se ci fossero state altre condizioni esterne.

Posso darvi una dritta per "prevenire" un eventuale piantata motore in decollo, ovvero una volta allineati sulla pista ed effettuati i controlli pre-decollo, con aereo frenato portate la manetta a circa l'85% della potenza per 20 secondi. Qualsiasi malfunzionamento del motore potrebbe capitare in quei 20/30 secondi. Se non notate nessuna anomalia nella strumentazione motore, nel suono del vostro propulsore allora potete decollare con almeno l'80% di tranquillità di non avere una piantata in decollo.
Dico 80% perchè non esiste nulla di certo, ma possiamo sicuramente fare qualcosa anche se poco.

Cheers
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« Risposta #27 il: 05 Luglio 2010, 17:52:33 »

Si ma poi dipende dalla quota e da ciò che si ha davanti... insomma, la cosa più saggia alla fine è fare una pensata veloce subito prima di decollare (sopratutto se non si è a casa).
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« Risposta #28 il: 15 Agosto 2010, 13:18:44 »

una canzoncina della 1^guerra mondiale diceva cosi': " ....e se in decollo ti pianta il motore tu pensa alla mamma e al primo amore...." in poche parole eri alla frutta ancor prima di pranzare .
si parla tanto di cosa fare in piantata motore in decollo (nemico n.1 di ogni pilota) ma non leggo nulla su come fare per prevenirla . ragazzi la prevenzone prima di tutto , la ck list e' essenziale , la verifica del carburante . un mio amico fidandosi del benzinaio  ha fatto il pieno di gasolio che gli ha riempito la tanica sbagliandosi gravemente . l'acqua , nemico n.1 dell'impianto di alimentazione . questa e' l'unica arma disponibile, occhio a quello che succede prima . sul cosa farsi al momento del tragico evento e' frutto della preparazione di ogni pilota ,ma non sempre , ovviamete la fortuna aiuta molto , ma il sangue freddo e' essenziale , quindi bisogna prepararsi mentalmente ad ogni decollo che cio' puo' accadere , imparare a conoscere il proprio aereo (anche cn l'aiuto di un istruttore) soprattutto per chi si crede gia' esperto , e non credo assolutamente al rientro in pista , manovra errata in una situazione precaria , vuol dire veramente affidare la propria vita alla sorte .... a voi la scelta . quindi muso basso , via i flap , velocita' di massima efficienza settore di 45° disponibile , valutare quindi lo spazio piu' accogliente e mantenere fino all'ultimo il controllo del velivolo . ovviamente selettori carburante off e porte aperte .
non c'e' tempo per le verifiche sui contatti , aria calda ecc. per una rimessa in moto .
buona fortuna ciao
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« Risposta #29 il: 16 Agosto 2010, 15:25:08 »

mi sa che, a parte le solite ovvie cose tipo evitare di rifornire l'aereo con gasolio, piu' che la check list forse e' meglio un buon santino Cheesy

io ho una mia teoria, e cioe' che qualunque cosa che puo' provocare una piantata motore in decollo non deve essere nella CL, non deve proprio essere a bordo con te!!!



la ck list e' essenziale ,
Loggato

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