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Autore Topic: SS = servizi sociali  (Letto 11579 volte)
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Crono
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« il: 04 Luglio 2010, 12:54:32 »

gli eccessi di un apparato statale che ormai tratta i cittadini come schiavi, o forse come internati di un campo di concentramento.


http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/christopherbooker/7870342/Forced-adoption-is-a-truly-dreadful-scandal.html


per chi pensa che un esteso e intrusivo stato sociale sia una buona idea. 
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« Risposta #1 il: 04 Luglio 2010, 18:16:09 »

Da noi i servizi sociali non hanno tutto questo potere, devo dire fortunatamente, visto che "incrociano" pesantemente con il mio lavoro.
C'è un libro interessante di una signora italiana, Simonetta Agnello Hornby che vive in Inghilterra e che è giudice minorile, da leggere sull'argomento: "Vento scomposto", che narra la storia di un banchiere della City accusato di aver abusato della figlia.
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Alberto Rametta, P92 E - Aeroclub Pisa LIAT - Campo Volo Puntata
Crono
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« Risposta #2 il: 04 Luglio 2010, 23:36:14 »

anche in italia qualche interessante storia capita pure. un parente, dopo anni di pratiche per l'adozione di un bambino, quando alla fine lo hanno chiamato erano due (doveva prenderli ambedue) uno era malfunzionante e l'altro non ricordo che altro problema avesse, ma siccome ha rifiuato pare non possa piu' fare richiesta.


e io che pensavo che ci fossero migliaia di bambini in attesa di adozione?


 
Da noi i servizi sociali non hanno tutto questo potere, devo dire fortunatamente, visto che "incrociano" pesantemente con il mio lavoro.
C'è un libro interessante di una signora italiana, Simonetta Agnello Hornby che vive in Inghilterra e che è giudice minorile, da leggere sull'argomento: "Vento scomposto", che narra la storia di un banchiere della City accusato di aver abusato della figlia.
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« Risposta #3 il: 05 Luglio 2010, 13:40:23 »

Cheppercaso quando vengono per via naturale te li scegli o pigli quel che viene ?

In quel caso sono d'accordo con i folli burocrati.

Scusate se dico sfondoni ma il mio attuale inglese non mi consente (se non tra una settimana) di leggere quello che hai linkato in apertura.
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Alby
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« Risposta #4 il: 05 Luglio 2010, 17:15:35 »

Da noi gli assitenti sociali non sono così potenti ma quasi... Casi di genitori falsamente accusati di molestie a minori (figli e non) ce ne sono ache da noi ed anno le stesse tragiche conseguenze.

Si veda http://www.falsiabusi.it/



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Massimo
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« Risposta #5 il: 05 Luglio 2010, 20:59:28 »

ma non diciamo eresie. ti vorrei vedere prenderti in adozione un bambino cerebroleso o uno che ha cercato di sgozzare nel sonno i genitori precedenti.

avere naturalmente un figlio con handicap e' una jella peggiore della morte, fare anni di paperalla per avere lo stesso privilegio? preferirei essere sparato alla schiena. e non credo di essere solo a pensarla cosi' magari sono solo ad avere il coraggio di dirlo.


Cheppercaso quando vengono per via naturale te li scegli o pigli quel che viene ?

In quel caso sono d'accordo con i folli burocrati.

Scusate se dico sfondoni ma il mio attuale inglese non mi consente (se non tra una settimana) di leggere quello che hai linkato in apertura.
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« Risposta #6 il: 06 Luglio 2010, 08:56:09 »

Con tutta la simpatia che sai Crono, ma su questo argomento non credo troveremo un punto d'incontro.

Ma è normale così. Ho un figlio diversamente abile e questo mi fa vedere la vita in modo nettamente diverso dai più.

Concordo con te che non è ne facile, nè una passeggiata al mare, e se ti fa stare meglio, ti confermo che ti guasta la vita per molti aspetti.

Ma non è solo un dare. E' anche un ricevere. Ricevere cose ed affetti che puoi solo provarli e non raccontarli, e sono maledettamente difficili da esprimere attraverso una tastiera.

L'Amore mal si presta a penna inchiostro e tastiera.

Credo sia un argomento strettamente personale, e non vale la pena di accapigliarsi quà.

A voce e di persona magari se ne avremo modo un giorno.  Smiley
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Alby
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« Risposta #7 il: 06 Luglio 2010, 11:52:55 »

mio figlio non può considerarsi un vero e proprio disabile, ma comunque ha avuto un'emiplagia durante la nascita e dovrà fare fisioterapia tutta la vita per poter usare normalmente la parte destra del suo corpo.
nonostante questo io penso che nel caso dell'adozione sia normale e legittimo che una persona possa scegliere, da genitore bisogna sentirselo di affrontare un percorso che dia delle problematiche così grandi, mica tutti siamo portati per fare i genitori, meno ancora genitori di bimbi disabili.
detto questo capisco anche l'altro lato della campana, può apparire "nazista" che uno possa mettere dei paletti nella scelta del bambino ma d'altronde sono tante le coppie che ricorrono all'interruzione di gravidanza in presenza di gravi disabilità; suppongo che fondamentalmente sia la stessa cosa, uno può anche non sentirsela.
poi si può essere d'accordo o no, ma non venitemi a raccontare che uno che desidera da un'adozione un figlio sano sarà un pessimo genitore perchè è un'affermazione inaccettabile.

due parole sull'adozione, alla quale mi sono interessato per curiosità circa un anno fa:
io sono convinto che le adozioni, per come sono gestite in italia, assomigliano molto di più ad un mercato di bambini la cui parvenza è nascosta solo da una montagna di burocrazia e da una facciata mielosa dei servizi sociali.
Già il fatto che quando chiesi informazioni per adottare un bambino italiano mi venne velatamente dato del nazista (anche se io non ci vedo niente di male) cominciai a capire (mi venne detto che le uniche adozioni fattibili erano quelle internazionali), poi quando mi informarono delle cifre in ballo per poter adottare un bambino proveniente dall'altra parte del pianeta il cerchio si chiuse.

dico io, i bimbi che vedo sempre giocare qui alla casa del fanciullo a Piacenza, perchè non uno di loro? se veramente si ha a cuore il bene dei bambini perchè non territorializzare le adozioni e deburocratizzarle? invece che far venire qui un bimbo senegalese o sudamericano alla modica cifra di un BMW nuovo di pacca più 5-6 chili di incartamenti?
io la risposta penso di saperla..
« Ultima modifica: 06 Luglio 2010, 11:55:50 da GattoVolante » Loggato

Antonio Gatti - Nowhere based - no plane - no niente

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« Risposta #8 il: 06 Luglio 2010, 12:32:05 »

Capisco e condivido il tuo concetto Antonio. E non è male l'idea della territorialità e della semplicità delle pratiche.

Ma essendo un argomento estremamente delicato, ( non dimentichiamo che i bimbi son tutti uguali e tutti con pari diritti), si rischierebbe di discriminare, e alla lunga si potrebbe scendere nel paradosso opposto, cioè che si sceglie un figlio che faccia pandant con gli orecchini del giorno.

Capisco che sono estremizzazioni, e come dissero i latini, in medio state virtus (o qualcosa di simile), ma ritengo che data la delicatezza del caso, non vada estremizzata nè in un senso, nè in un'altro, e che l'interesse prioritario sia dalla parte dei bambini e non dei potenziali genitori adottivi.
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« Risposta #9 il: 06 Luglio 2010, 12:38:11 »


 suppongo che fondamentalmente sia la stessa cosa, uno può anche non sentirsela.
poi si può essere d'accordo o no, ma non venitemi a raccontare che uno che desidera da un'adozione un figlio sano sarà un pessimo genitore perchè è un'affermazione inaccettabile.


Su questo son meno d'accordo Antonio.

Scegliere di essere genitore, e a maggior ragione genitore adottivo, significa avere la consapevolezza e la maturità che tale scelta impone.

Non si può dire faccio il genitore fintanto che la strada è piana o addirittura in discesa.

E se si complica in futuro ?? Come fai a saperlo.

Se non te la senti continua a giocare a moglie e marito e stop. Non è obbligatorio nè per i figli naturali, nè tantomeno per i figli adottivi.

Sarebbe un po' come un pilota che se la sente di volare solo la sera in aria calma e liscia col bel tempo e poi si accoppa appena incontra la più lieve turbolenza.
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« Risposta #10 il: 06 Luglio 2010, 12:57:30 »

capisco questo discorso e fondamentalmente lo condivido alby.
io credo (o meglio spero) di essere uno di quei genitori puri e crudi, che danno tutto il possibile alla propria prole e non mi sono fatto mai spaventare dal problema del mio bimbo, che, pur essendocene di molto peggio, lo porterà sicuramente a soffrire delle sue inevitabili mancanze ai primi confronti con gli amici, al fatto che probabilmente non potrà mai eccellere in nessuno sport o suonare uno strumento musicale.
Ma io ti dico che MAI avremmo mai interrotto la gravidanza se avessimo saputo questo.

però io sono "io", faccio le mie scelte, spero di diventare un buon genitore.
non tutti hanno questa sensibilità, che mi pare che tu possegga, molti sono più "egoisti" nella visione del figlio, molti lo fanno per soddisfare un proprio desiderio, molti per cementare il rapporto, a molti (come me) è semplicemente capitato (quindi nessuna pianificazione e maturità rasoterra).
A questi cosa fai? mica puoi impedirgli di figliare, e come non puoi impedirgli di figliare non puoi impedire loro di adottare un bambino.
Anche perchè, fino a prova contraria, un genitore, anche se non è mosso da eroismo e spirito di abnegazione totale, può essere un buon genitore (sopratutto se l'alternativa è crescere senza).
Io probabilmente se avessi avuto un figlio completamente disabile sarei stato molto diverso e non credo sarei stato un buon genitore. è un mio limite, lo accetto. Ma non per questo non sono un buon genitore e non devo avere il diritto di aiutare un bimbo che come alternativa ai miei difetti ha da vivere una vita dentro e fuori istituti.

my 2 cents
« Ultima modifica: 06 Luglio 2010, 13:03:59 da GattoVolante » Loggato

Antonio Gatti - Nowhere based - no plane - no niente

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« Risposta #11 il: 06 Luglio 2010, 13:16:28 »

Sei e saresti stato un OTTIMO genitore, Antonio, anche nella malauguratissima ipotesi del peggio. Si capisce da quello che dici e da come affronti il problema.Ne sono sicuro.  Smiley Wink

Non serve dire c'è di peggio. Mio figlio potrebbe essere "peggio" del tuo e "meglio" di altri. Non è questo il punto.

Io penso che qualsiasi cosa esuli dalla cosiddetta normalità sia uno stimolo a tirare fuori il meglio che ognuno di noi ha, e che magari non è neanche consapevole di avere.

Dico soltanto che moltissime persone che hanno tutto facile e per questo motivo vivono nella superficialità e nella frivolezza,non sforzandosi di essere migliori di quello che sono, poi magari si sorprendono, si meravigliano, e maledicono il cielo per un normalissimo figlio che si perde nella droga o in qualche carcere.

Sono dell'avviso che esista un parallelismo sottile tra il pilotaggio ed essere genitori.

Più si esercita, e, a maggior ragione più si esercita in condizioni avverse, e più si affinano capacità e si tirano fuori doti nascoste che ci rendono sempre migliori genitori/piloti.
« Ultima modifica: 06 Luglio 2010, 13:18:05 da Albyvolante » Loggato

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« Risposta #12 il: 06 Luglio 2010, 13:34:01 »

ti ringrazio alby, occhio che i complimenti mi fanno arrossire  Cheesy

concordo su tutto quello che dici, una persona che ragiona in questo modo è sicuramente quanto più c'è di vicino ad un ottimo genitore.

il problema è che non tutti lo sono, anzi direi pochissimi, e invece i bambini che hanno bisogno sono molti, tanti, troppi (anche senza scavalcare il confine).

banalizzando quindi le strade rimanenti sarebbero due: o si abbassano le pretese di perfezione per i genitori (e quindi accettando anche eventuali visioni diciamo non proprio "eroiche" della genitorialità che includano anche il "voglio avere un bambino che almeno in partenza mi dia meno problemi possibili") oppure ai bimbi gli si dice "mi spiace ma non ci sono abbastanza genitori perfetti in giro per garantirvi una crescita migliore possibile".

ho semplificato all'ennesima potenza, però bisogna anche riflettere su quanti di quelli che hanno fatto un'adozione se gli si fosse presentata un caso di grave disabilità avrebbero rifiutato come il conoscente di Crono (o magari hanno anche solo incrociato le dita e pregato fino all'ultimo), e ai quali invece è andata bene e hanno concluso le pratiche.
mi spiace alby, ma non riesco a considerare queste persone pessimi educatori a prescindere.

va da sè che io non spero in uno scenario a mò di "no, quello no, io lo voglio biondo con gli occhi azzurri.. ecco tipo quello, aspetti che gli controllo la dentatura"

saluti!
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« Risposta #13 il: 06 Luglio 2010, 13:44:08 »


va da sè che io non spero in uno scenario a mò di "no, quello no, io lo voglio biondo con gli occhi azzurri.. ecco tipo quello, aspetti che gli controllo la dentatura"


Hai riassunto in quattro parole magiche quello che mi spaventa veramente. Sei un grande.  Smiley Smiley Cheesy Cheesy

In assenza di questi atteggiamenti, sono perfettamente d'accordo a semplificare al massimo le adozioni, e dare a quanti più bimbi possibile, la gioia di vivere e crescere in una famiglia.  Smiley Smiley
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« Risposta #14 il: 06 Luglio 2010, 14:06:14 »

da quel poco che so, le adozioni sono un business, e le organizzazioni che "ospitano" i bambini da adottare ci vivono coi soldi che vengono erogati per questa "gestione", ergo probabilmente non se ne vogliono separare.

qualcuno dice "i diritti dei bambini", ma e i diritti dei genitori?

non capisco: voglio adottare un bambino, ma a scegliere eta', colore, nazionalita' eccetera e' un burocrate e io non posso dire di no se cercano di affibbiarmi un 14enne con turbe del comportamento o un bambino cerebroleso, bambini magari abbandonati da qualcuno che non voleva prendersi la responsabilita'? perche' allora non fare il passo completo, e costringere coppie a caso ad adottare bambini magari handicappati, senza manco poter scegliere quanti?

la realta' e' che le adozioni sono un lurido mercato, e i bambini sono spesso la puttana di organizzazioni che li usano per lucrarci o per portare avanti le loro rivoltanti politiche. ma chi vuole adottare no, non ha diritto di scelta? ma fatemi il favore.

chi ha parenti o bambini con problemi non fa certo una vita allegra, masi sacrifica  per amore del componente della propria famiglia. normalmente per prendersi cura di un estraneo con problemi la gente si fa pagare. non vedo con che faccia si puo' chiedere a qualcuno di pagare, per farlo e per tutta la vita.

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