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Autore Topic: SS = servizi sociali  (Letto 11328 volte)
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Albyvolante
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« Risposta #15 il: 07 Luglio 2010, 07:39:10 »

Crono,

Sei troppo intelligente per arrivare a conclusioni così affrettate su un tema tanto delicato.

Forse al pari di chi non vola e ha paura dell'aereo, a te probabilmente mancano, per tua fortuna, esperienze dirette in tal senso.

Sai bene quanto io odio burocrazia e corruzione e pastette varie ma, in tutta onestà ti dico:

Se fossi io a dover decidere le adozioni, di fronte ad una coppia che mi dichiara apertamente di avere problemi con una ragazzo disabile, alzerei un muro di difese.
E' se anche adottando un bimbo sano, quest'ultimo dovesse avere in futuro un problema, vuoi per malattia o incidente, cosa farebbero ?? Lo porterebbero allo sportello reclami per una sostituzione in garanzia ? Ma per favore !! Ne voglio un altro che questo s'è rotto. Non esiste una cosa del genere.

Personalmente opterei per un abbinamento casuale, una sorta di incontro automatico tra liste di adottabilità e di candidati all'adozione che sono stati dichiarati idonei.

Detto questo, anche io come te inorridisco e mi incazzo nel vedere la degenerazione che c'è in questo settore delicato, che è diventato peggio di un supermercato corrotto e sporco.

Nota per i diritti.

Ogni struttura nasce per tutelare qualcuno:

Questa ovviamente DEVE tutelare i bambini rispetto ai genitori, cosi' come un ospedale dovrebbe tutelare i malati e non i dottori, una scuola dovrebbe tutelare gli allievi e non gli insegnanti, un sindacato dovrebbe tutelare gli operai e non i datori di lavoro, gli enti aeronautici dovrebbero assistere e servire i PILOTI (tutti) e non solo la casta nobile o farsi i caxxi loro.
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Alby
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« Risposta #16 il: 17 Luglio 2010, 13:03:36 »

http://www.ilgiornale.it/interni/tolta_patria_potesta_genitori_rapiscono_figlia_ci_siamo_fatti_giustizia/cronaca-figlia-genitori-rapita-massa_carrara-patria_potesta/17-07-2010/articolo-id=461534-page=0-comments=1
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« Risposta #17 il: 18 Luglio 2010, 20:16:31 »

l argomento e`vasto e polifacetico. Spesso ci sono contraddizioni fra quello che pensiamo astrattamente in base a determinati principi e le realtà ed esperienze personali. un caso classico e`colui che si dichiara antirazzista, liberale etc ma che sotto sotto non vorrebbe mai che sua figlia si fidanzasse con un negro.
riguardo ai casi trattati mi trovo vicino ad albyvolante . ho un nipote down che pur nella sua apparente "inutilità" (secondo gli standard della società consumistica e di successo) ha contribuito all unione di una famiglia e a un alto grado di maturita dei restanti membri , genitori e fratelli.  Certo richiede piu attenzioni e puo condizionare l organizzazione logistica ma talvolta puó essere preferibile a dover gestire un figlio delinquente  e perfettamente sano.
nel mio caso personale ho un figlio nato senza una mano, peculiarita  che non gli ha impedito laurearsi a pieni voti, andare in mountainbike a 5 anni, tirarsi in paracadute , iniziare fra poco un corso da pilota ,fidanzarsi etc .  quando penso  che qualcuno aveva proposto come  option quella di abortire (e legalmente il caso era procedente..)  beh mi sentirei un autentico criminale se giammai lo avessi fatto. all epoca dopo un paio di minuti di logico sconforto mi sono detto: ma chi c...  sono io per  decidere della vita o della morte di questa nuova creatura ?

detto questo, rispetto  altri punti di vista. sono casi molto personali e non possiamo incasellarli in formule che dividono il giusto e l ingiusto o il bene ed il male con una linea retta...
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« Risposta #18 il: 18 Luglio 2010, 21:04:51 »

una cosa e' che un tuo figlio nasca con un handicap, una altra che ti venga affibbiato da qualche burocrate, e magari con uno di quei "difetti" che ti trasforma la vita in un inferno.

vorrei proprio vedere in faccia chi accetta una cosa del genere.

l argomento e`vasto e polifacetico. Spesso ci sono contraddizioni fra quello che pensiamo astrattamente in base a determinati principi e le realtà ed esperienze personali. un caso classico e`colui che si dichiara antirazzista, liberale etc ma che sotto sotto non vorrebbe mai che sua figlia si fidanzasse con un negro.
riguardo ai casi trattati mi trovo vicino ad albyvolante . ho un nipote down che pur nella sua apparente "inutilità" (secondo gli standard della società consumistica e di successo) ha contribuito all unione di una famiglia e a un alto grado di maturita dei restanti membri , genitori e fratelli.  Certo richiede piu attenzioni e puo condizionare l organizzazione logistica ma talvolta puó essere preferibile a dover gestire un figlio delinquente  e perfettamente sano.
nel mio caso personale ho un figlio nato senza una mano, peculiarita  che non gli ha impedito laurearsi a pieni voti, andare in mountainbike a 5 anni, tirarsi in paracadute , iniziare fra poco un corso da pilota ,fidanzarsi etc .  quando penso  che qualcuno aveva proposto come  option quella di abortire (e legalmente il caso era procedente..)  beh mi sentirei un autentico criminale se giammai lo avessi fatto. all epoca dopo un paio di minuti di logico sconforto mi sono detto: ma chi c...  sono io per  decidere della vita o della morte di questa nuova creatura ?

detto questo, rispetto  altri punti di vista. sono casi molto personali e non possiamo incasellarli in formule che dividono il giusto e l ingiusto o il bene ed il male con una linea retta...
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« Risposta #19 il: 19 Luglio 2010, 10:27:42 »

su questo sono d accordo con te. Non ho mai avuto intenzione di adottare , tra l altro perche ne ho gia 4 di miei, pero  probabilmente non me la sentirei e mi riferisco anche a un bambino senza problemi.   Ci sono persone migliori di me che se la sentono , altre che pur non adottando partecipano a iniziative per dare una assistenza  a questi  bambine tramite strutture  , principalmente religiose e qualcuna laica. sono in ogni caso convinto che nessuno abbia  il diritto di  eliminare un bambino per questa ragione.
 
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« Risposta #20 il: 19 Luglio 2010, 10:45:37 »

Se posso dire la mia.
Un handicap fisico o mentale "grave" a mio parere è molto più gestibile di un problema comportamentale.
Cerco di spiegarmi meglio.
Una mia cugina e i miei dirimpettai hanno adottato dei ragazzi in tempi ed in modi diversi, uno proviene dal Brasile adottato da piccolissimo da mia cugina, l' altro è venuto in Italia con la sorella dalle Filippine dopo che la madre ha sposato il mio vicino di casa, sono coetanei e quindi hanno iniziato a frequentarsi in ambito scolastico, facendo amicizia.
Questi ragazzi sono perfettamente sani sal punto di vista fisico, ma con il passare del tempo hanno dimostrato scarsa adattabilita' sociale, tanto grave che sono arrivati al punto di dar fuoco alla scuola per futili motivi, insieme ad altri compagni di scuola italiani, tanto per eliminare subito il discorso razzismo.
Ora queste persone si ritrovano sul gobbone parecche migliaia di euro da pagare come riscarcimento dei danni provocati dai loro figli, figli che hanno tirato sù con sacrifici non da poco, conoscendo le persone.
E' vero che un handicap è sempre un handicap, ma sai anche dove puoi arrivare e come arrivarci, certi atteggiamenti, invece, sono incontrollabili e quindi questi vivono e vivranno sempre col terrore che questi ragazzi ne combinino una nuova tutti o giorni.
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« Risposta #21 il: 19 Luglio 2010, 11:17:09 »

@ OOAVA:

Hai centrato perfettamente il mio pensiero. Il tuo caso è esattamente quello che cercavo di esprimere sull'argomento, quando si è davanti ad una scelta tanto radicale quanto delicata.

@ Skiro :

Per casi come quelli che descrivi, ti assicuro che nella nostra brava e bella Italia non mancano figli di papà, apparentemente persone impeccabili che per noia o non so' bene per cos'altro, decidono di darsi ad hobby più o meno ameni tipo incendiare barboni sulle panchine, gettare sassi dai cavalcavia autostradali, incendiare auto dei professori GIUDICATI un pelino troppo severi nei loro confronti, etc etc...

@ Crono:

Esiste una cosa impalpabile e immateriale che prende il nome di coscienza, e ha la funzione di guidare i pensieri e le azioni degli esseri umani.

Essa non ha molto di razionale e non è generalizzabile.

Si forma in ogni individuo, ed è costituita da innumerevoli tassellini messi li giorno per giorno, in base alle esperienze personali di ciascuno.

Amo dire spesso che ognuno di noi è ESATTAMENTE ciò che la vita lo ha portato ad essere dalla nascita fino a questo momento, ed è in costante evoluzione per effetto delle esperienze che avrà in futuro.

Questo è il solo motivo che mi impedisce di giudicare o condannare atteggiamenti o modi di operare diversi dai miei, specialmente in quelle cose che rientrano genericamente sotto il termine " QUESTIONI DI COSCIENZA PERSONALE".
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« Risposta #22 il: 19 Luglio 2010, 12:07:46 »



Se fossi io a dover decidere le adozioni, di fronte ad una coppia che mi dichiara apertamente di avere problemi con una ragazzo disabile, alzerei un muro di difese.
E' se anche adottando un bimbo sano, quest'ultimo dovesse avere in futuro un problema, vuoi per malattia o incidente, cosa farebbero ?? Lo porterebbero allo sportello reclami per una sostituzione in garanzia ? Ma per favore !! Ne voglio un altro che questo s'è rotto. Non esiste una cosa del genere.



e chi ti potrebbe dare un simile diritto, di decidere delle vite altrui, quelle di potenziali genitori e di bambini dati in adozione?

Citazione

Ogni struttura nasce per tutelare qualcuno:

Questa ovviamente DEVE tutelare i bambini rispetto ai genitori, cosi' come un ospedale dovrebbe tutelare i malati e non i dottori, una scuola dovrebbe tutelare gli allievi e non gli insegnanti, un sindacato dovrebbe tutelare gli operai e non i datori di lavoro, gli enti aeronautici dovrebbero assistere e servire i PILOTI (tutti) e non solo la casta nobile o farsi i caxxi loro.

anche auschwitz fu costruito per tutelare qualcuno.

io ho una mia teoria, certamente un po' bislacca, viste le tendenze attuali. e cioe' che uno la tutela caso mai la deve chiedere, non gli deve essere imposta, fosse anche "per il suo stesso bene". che e' poi la scusa usata dai regimi totalitari per imporre qualunque cosa contro la volonta' della gente.

che razza di genitori potrebbero essere, dei genitori costretti ad adottare qualcuno che non vogliono?

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« Risposta #23 il: 19 Luglio 2010, 12:55:44 »

@ Skiro :

Per casi come quelli che descrivi, ti assicuro che nella nostra brava e bella Italia non mancano figli di papà, apparentemente persone impeccabili che per noia o non so' bene per cos'altro, decidono di darsi ad hobby più o meno ameni tipo incendiare barboni sulle panchine, gettare sassi dai cavalcavia autostradali, incendiare auto dei professori GIUDICATI un pelino troppo severi nei loro confronti, etc etc...

Spero tu e GM abbiate capito cosa intendo.
Una malformazione fisica, anche a livello intellettivo, porta problemi certamente gravi in una famiglia, ma sono affrontabili.
Un mio collega di lavoro ha una figlia fortemente disabile, mangia con il sondino, ha bisogno della presenza costante di un genitore, ha fisioterapisti che l' aiutano nella gestione motoria, ma riescono comunque a fare una vita "normale", tant' è che hanno attrezzato un camper per poter andare in giro insieme e nel contempo vengono incontro alle esigenze della ragazza potendo, come famiglia, ritagliarsi uno spazio di tempo da dedicare a loro stessi.
Alby, con elementi tipo quelli che abbiamo descritto sia io che tu, come vivresti la giornata se non con il patema d' animo di sperare che il figlio/a non ne combini una delle sue?
Nell' educazione dei figli non siamo noi quelli bravi che insegnano le cose e i valori del vivere civile, ma i figli che queste cose le recepiscono e ne fanno tesoro.
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« Risposta #24 il: 19 Luglio 2010, 15:35:26 »

no, sono d'accordo. ed e' per quello che le adozioni dovrebbero essere gestite differentemente. ma ormai siamo nell'epoca del totalitarismo burocratico, e sono i burocrati che ti possono togliere dei figli, o assegnarli a chi vogliono loro.


@ Skiro :

Per casi come quelli che descrivi, ti assicuro che nella nostra brava e bella Italia non mancano figli di papà, apparentemente persone impeccabili che per noia o non so' bene per cos'altro, decidono di darsi ad hobby più o meno ameni tipo incendiare barboni sulle panchine, gettare sassi dai cavalcavia autostradali, incendiare auto dei professori GIUDICATI un pelino troppo severi nei loro confronti, etc etc...

Spero tu e GM abbiate capito cosa intendo.
Una malformazione fisica, anche a livello intellettivo, porta problemi certamente gravi in una famiglia, ma sono affrontabili.
Un mio collega di lavoro ha una figlia fortemente disabile, mangia con il sondino, ha bisogno della presenza costante di un genitore, ha fisioterapisti che l' aiutano nella gestione motoria, ma riescono comunque a fare una vita "normale", tant' è che hanno attrezzato un camper per poter andare in giro insieme e nel contempo vengono incontro alle esigenze della ragazza potendo, come famiglia, ritagliarsi uno spazio di tempo da dedicare a loro stessi.
Alby, con elementi tipo quelli che abbiamo descritto sia io che tu, come vivresti la giornata se non con il patema d' animo di sperare che il figlio/a non ne combini una delle sue?
Nell' educazione dei figli non siamo noi quelli bravi che insegnano le cose e i valori del vivere civile, ma i figli che queste cose le recepiscono e ne fanno tesoro.
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« Risposta #25 il: 20 Luglio 2010, 08:44:12 »


Se fossi io a dover decidere le adozioni, di fronte ad una coppia che mi dichiara apertamente di avere problemi con una ragazzo disabile, alzerei un muro di difese.
E' se anche adottando un bimbo sano, quest'ultimo dovesse avere in futuro un problema, vuoi per malattia o incidente, cosa farebbero ?? Lo porterebbero allo sportello reclami per una sostituzione in garanzia ? Ma per favore !! Ne voglio un altro che questo s'è rotto. Non esiste una cosa del genere.


[/quote]

e chi ti potrebbe dare un simile diritto, di decidere delle vite altrui, quelle di potenziali genitori e di bambini dati in adozione?

[/quote]



Se tu fossi un istruttore di volo, e quindi volente o nolente avresti il "potere" di abilitare o meno un allievo al pilotaggio, te la sentiresti di brevettare un allievo che palesemente ti dice che va nel pallone totale davanti alla benchè minima turbolenza e tu questo limite lo riscontri in volo ?? Io penso di no.

Non saresti tanto democratico da dire chemmenefrega tanto la pelle è tua.

Per chiarire il mio pensiero, e ribadisco. il mio pensiero, quindi personalissimo e non necessariamente deve essere condiviso da chi la pensa diversamente dico quanto segue:

Se avessi l'onere di dover decidere le adozioni, pretenderei dai candidati o DAL CANDIDATO genitore (si perchè io ammetterei l'adozione anche ai single) almeno la stessa predisposizione di chi pianifica coscientemente una maternità naturale, ad accettare quello che il destino ha in serbo per loro.

Questo non è imporre nulla a nessuno.

Al pari della coppia che decide di avere un figlio per via naturale, si deve essere pronti ad accettare quello che viene anche in caso di adozione.

Non è assolutamente un obbligo adottare, come non lo è avere un figlio per vie naturali. Semplicemente ritengo moralmente scorretto usare un criterio da supermercato dove sugli immaginari scaffali anzichè pacchetti di pasta trovi bimbi in offerta.

@ Skiro

Capisco perfettamente quello che dici, ma è parte integrante della disabilità, e un genitore deve essere pronto ad affrontare anche questi tipi di problemi.
L'universo della disabilità è talmente vasto e sconfinato da non poterne definire l'entità, tanto è che oramai la stessa scienza afferma che ogni disabile è un caso e se stante.

Possono essere raggruppati a grandi linee per gradi e livello di disabilità (fisica, psichica, comportamentale) ma poi ogni soggetto è un caso a sè.

Ma il punto essenziale è questo: Ogni disabile, prima di essere un disabile è un ESSERE UMANO e in quanto tale merita rispetto ed attenzione e non discriminazione ed emarginazione.
« Ultima modifica: 20 Luglio 2010, 08:49:39 da Albyvolante » Loggato

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« Risposta #26 il: 20 Luglio 2010, 09:47:24 »

Ma il punto essenziale è questo: Ogni disabile, prima di essere un disabile è un ESSERE UMANO e in quanto tale merita rispetto ed attenzione e non discriminazione ed emarginazione.

Nulla da eccepire.
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« Risposta #27 il: 20 Luglio 2010, 11:10:35 »

stai facendo un gran minestrone mischiando concetti totalmente estranei alla questione.

ripeto la domanda che hai ovviamente ignorato: che razza di genitori sarebbero quelli che, facendo domanda di adozione, si vedessero assegnato un bambino con grossi problemi?


"Ma il punto essenziale è questo: Ogni disabile, prima di essere un disabile è un ESSERE UMANO e in quanto tale merita rispetto ed attenzione e non discriminazione ed emarginazione."

evidentemente potenziali genitori adottivi invece non qualificano come esseri umani, visto che i loro sentimenti vengono da te totalmente ignorati. essi, il momento che avanzano una rchiesta di adozione, secondo la tua visione totalitaria perdono ogni diritto e diventano dei ricevitori passivi, alla merce' delle decisioni irrevocabili di un burocrate?

considerando inoltre che queste operazioni di adozione sono tuttaltro che gratuite, la pretesa di voler negare ai genitori adottivi qualunque possibilita' di scelta mi sembra quantomeno ingiusta.

la mia sensazione e' che le organizzazioni che gestiscono (in genere a spese del contribuente)  bambini da dare in adozione cerchino di liberarsi dei problemi, affibbiandoli ai poveri sfigati che vorrebbero adottare, per tenersi quelli piu' "redditizi"

mi pare altresi' alquanto discutibile che alla richiesta di questo parente e della moglie di adottare UN bambino, essi siano stati posti di fronte alla scelta di adottarne DUE (ambedue con problemi) o di perdere alcun diritto.

un vero festival del totalitarismo, che come risultato finale ha ottenuto quello di perdere una potenziale coppia di genitori adottivi, e di non aver dato in adozione due bambini, che rimangono a carico del contribuente



Se fossi io a dover decidere le adozioni, di fronte ad una coppia che mi dichiara apertamente di avere problemi con una ragazzo disabile, alzerei un muro di difese.
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e chi ti potrebbe dare un simile diritto, di decidere delle vite altrui, quelle di potenziali genitori e di bambini dati in adozione?

[/quote]



Se tu fossi un istruttore di volo, e quindi volente o nolente avresti il "potere" di abilitare o meno un allievo al pilotaggio, te la sentiresti di brevettare un allievo che palesemente ti dice che va nel pallone totale davanti alla benchè minima turbolenza e tu questo limite lo riscontri in volo ?? Io penso di no.

Non saresti tanto democratico da dire chemmenefrega tanto la pelle è tua.

Per chiarire il mio pensiero, e ribadisco. il mio pensiero, quindi personalissimo e non necessariamente deve essere condiviso da chi la pensa diversamente dico quanto segue:

Se avessi l'onere di dover decidere le adozioni, pretenderei dai candidati o DAL CANDIDATO genitore (si perchè io ammetterei l'adozione anche ai single) almeno la stessa predisposizione di chi pianifica coscientemente una maternità naturale, ad accettare quello che il destino ha in serbo per loro.

Questo non è imporre nulla a nessuno.

Al pari della coppia che decide di avere un figlio per via naturale, si deve essere pronti ad accettare quello che viene anche in caso di adozione.

Non è assolutamente un obbligo adottare, come non lo è avere un figlio per vie naturali. Semplicemente ritengo moralmente scorretto usare un criterio da supermercato dove sugli immaginari scaffali anzichè pacchetti di pasta trovi bimbi in offerta.

@ Skiro

Capisco perfettamente quello che dici, ma è parte integrante della disabilità, e un genitore deve essere pronto ad affrontare anche questi tipi di problemi.
L'universo della disabilità è talmente vasto e sconfinato da non poterne definire l'entità, tanto è che oramai la stessa scienza afferma che ogni disabile è un caso e se stante.

Possono essere raggruppati a grandi linee per gradi e livello di disabilità (fisica, psichica, comportamentale) ma poi ogni soggetto è un caso a sè.

Ma il punto essenziale è questo: Ogni disabile, prima di essere un disabile è un ESSERE UMANO e in quanto tale merita rispetto ed attenzione e non discriminazione ed emarginazione.
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« Risposta #28 il: 20 Luglio 2010, 15:51:00 »

Non sono affatto totalitario e solo chi non vuol capire non capisce.

Nessuno ti caccia a forza dentro casa dei miseri esseri indesiderati senza il tuo consenso. Quegli aspiranti "genitori" possono tranquillamente giocare a fare moglie e marito liberi e spensierati fin che ne hanno voglia. E viva Dio che poi perdono tutti i diritti futuri, magari a favore di coppie più amorevoli.

Vogliamo dare diritto di replica anche alla mamma che ficca il neonato nel cassonetto della spazzatura ??
O meglio sarebbe procedere ad una sterilizzazione DEFINITIVA e una carcerazione vita natural durante buttando la chiave agli squali ??

Dove sono i diritti dei genitori ??

Se li cerchi guardando bal buco della chiave dell'egoismo di chi vuole ASSICURATA la pappa facile, forse li vedi solo tu, ma se guardi dalla montagna verso gli orizzonti sconfinati della VITA e DELL'AMORE forse non trovi quelli dei genitori, ma vedresti belli nitidi quelli delle persone (specie i bimbi) più sfortunate di te.

Crono, non ridurre la vita ad un arido conto in dare e evere da perfetto ragioniere, perchè altrimenti ti assicuro che faresti fatica a trovare TRE validi motivi per continuare a vivere.
« Ultima modifica: 20 Luglio 2010, 15:55:55 da Albyvolante » Loggato

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« Risposta #29 il: 20 Luglio 2010, 16:19:27 »

certo che sei totalitario, se trovi perfettamente normale che a scegliere che bambini una coppia puo' adottare siano dei burocrati. prossimo passo, anche la moglie te la trova un burocrate, non si sa mai che fai discriminazione e non ti sposi una grassa, brutta e che puzza. l'amore e' amore no? poco importa se imposto.

echecazzo, forse che vecchie e laide non hanno anche loro diritto a un marito giovane e bello?

e' proprio questa visione distorta della realta' che rende possibile l'esistenza delle SS, che decidono a chi togliere i figli e a chi riassegnarli, nel frattempo ricavandoci anche un obolo o due. sempre nell'interesse del fanciullo, si intende.

Non sono affatto totalitario e solo chi non vuol capire non capisce.

Nessuno ti caccia a forza dentro casa dei miseri esseri indesiderati senza il tuo consenso. Quegli aspiranti "genitori" possono tranquillamente giocare a fare moglie e marito liberi e spensierati fin che ne hanno voglia. E viva Dio che poi perdono tutti i diritti futuri, magari a favore di coppie più amorevoli.

Vogliamo dare diritto di replica anche alla mamma che ficca il neonato nel cassonetto della spazzatura ??
O meglio sarebbe procedere ad una sterilizzazione DEFINITIVA e una carcerazione vita natural durante buttando la chiave agli squali ??

Dove sono i diritti dei genitori ??

Se li cerchi guardando bal buco della chiave dell'egoismo di chi vuole ASSICURATA la pappa facile, forse li vedi solo tu, ma se guardi dalla montagna verso gli orizzonti sconfinati della VITA e DELL'AMORE forse non trovi quelli dei genitori, ma vedresti belli nitidi quelli delle persone (specie i bimbi) più sfortunate di te.

Crono, non ridurre la vita ad un arido conto in dare e evere da perfetto ragioniere, perchè altrimenti ti assicuro che faresti fatica a trovare TRE validi motivi per continuare a vivere.
« Ultima modifica: 20 Luglio 2010, 16:21:46 da Crono » Loggato

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