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Autore Topic: Addio anemometro  (Letto 4191 volte)
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CAT4R4TTA
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« il: 06 Settembre 2010, 19:43:10 »

Come vi avevo scritto nell'altro post, il mio anemometro, o meglio i miei anemometri, hanno deciso di morire in contemporanea 5' prima dell'atterraggio a Lecce, costringendomi a farmi tutta italia senza IAS fra vento e temporali.

Proprio perché siamo atterrati a Lecce sotto il diluvio credevo fosse entrata un po' d'acqua, problema possibile ma che poi si autoaggiusta non appena l'acqua evapora e invece...



...una simpatica foglia, anche grande come si intuisce dal confronto, ha visto bene di trovare casa dentro al mio pitot.

A volercela infilare si sarebbe fatto fatica...ma lei è stata brava ed ha beccato in pieno il buco...
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Everybody talks about the weather, but nobody does anything about it
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Flak
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« Risposta #1 il: 06 Settembre 2010, 22:07:28 »

Azz ... questo è il genere di cose che mi mette in seria apprensione  Lips Sealed
Complimenti per la gestione del volo in quelle condizioni.
Una domanda : non c'era modo di controllare a Lecce ?
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E Gesù rispose: Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Luca 11,46.
CAT4R4TTA
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« Risposta #2 il: 07 Settembre 2010, 08:59:13 »

Una domanda : non c'era modo di controllare a Lecce ?

Volendo si, ma non me ne fregava nulla...

Ho volato molte volte senza anemometro, tre per necessità ed altre per allenamento, coprendolo coi post-it (attività che faccio fare sempre anche agli allievi un po' avanziati). Prova anche tu...vedrai che l'anemometro è utile ma si va bene anche senza...
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bebix
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« Risposta #3 il: 07 Settembre 2010, 09:21:41 »

Ma la foto l'hai fatta a caso o ti sei ingegnato per farla artistica?
Mi piace il simbolo della mela sull'ombra del telefono.
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Alberto Rametta, P92 E - Aeroclub Pisa LIAT - Campo Volo Puntata
CAT4R4TTA
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« Risposta #4 il: 07 Settembre 2010, 10:08:44 »

A caso...non sn buono io a far le foto...peggio di me c'è solo Dynamic...Smiley
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sblanzio
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« Risposta #5 il: 11 Settembre 2010, 14:36:25 »

Una domanda : non c'era modo di controllare a Lecce ?

Volendo si, ma non me ne fregava nulla...

Ho volato molte volte senza anemometro, tre per necessità ed altre per allenamento, coprendolo coi post-it (attività che faccio fare sempre anche agli allievi un po' avanziati). Prova anche tu...vedrai che l'anemometro è utile ma si va bene anche senza...

Ciao Cataratta! Sono iscritto da poco ma ho letto molti tuoi interventi...
...questo tuo messaggio però mi ha fatto sobbalzare sulla sedia! Smiley Ammetto di non essere un esperto ma da quel che ne sapevo l'anemometro è uno strumento abbastanza vitale su una macchina che si sostiene in aria solo grazie alla IAS!... soprattutto poi in atterraggio.
Forse ho letto troppa teoria ma la storia dei post-it sul pitot poi mi è suonata come una sorta di invito al suicidio!!  Cheesy

So che è possibile, sui grossi velivoli, incrociare i dati di spinta, quota e pitch per valutare la velocità all'aria in caso di avarie, ma suppongo che non sia una praticabile con precisione su un ULM.

Come fai a valutare la tua velocità? Senti il vento relativo a "orecchio"? Non credo che tu vada a occhio guardando fuori perchè se puoi indovinare la velocità al suolo, non si può dire lo steso di quella all'aria!

Da quasi profano del volo reale sono molto curioso di conoscere che tecnica usi.

Grazie mille in anticipo!!
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xyz
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« Risposta #6 il: 11 Settembre 2010, 15:26:10 »

Il sistema della copertura degli strumenti é una pratica abbastanza diffusa fra gli istruttori e devo dire anche molto educativa. In genere serve per imparare a vedere l'assetto dell'aereo e non a rincorrere lo strumento sia esso il variometro o l'altimetro, ma non solo, devi anche abituarti a sentire il motore ovvero a contagir coperto devi capire indicativamente a che quantità di giri ti trovi. Mi hanno insegnato che l'aereo si pilota a sensazioni e strumenti e non a strumenti e sensazioni, ad esempio l'atterraggio croce e delizia di tutti, se non senti l'aereo non esiste una regola adattabile per tutti gli atterraggi a meno dei parametri della macchina quindi come faresti?
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sblanzio
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« Risposta #7 il: 11 Settembre 2010, 16:02:59 »

Il sistema della copertura degli strumenti é una pratica abbastanza diffusa fra gli istruttori e devo dire anche molto educativa. In genere serve per imparare a vedere l'assetto dell'aereo e non a rincorrere lo strumento sia esso il variometro o l'altimetro, ma non solo, devi anche abituarti a sentire il motore ovvero a contagir coperto devi capire indicativamente a che quantità di giri ti trovi. Mi hanno insegnato che l'aereo si pilota a sensazioni e strumenti e non a strumenti e sensazioni, ad esempio l'atterraggio croce e delizia di tutti, se non senti l'aereo non esiste una regola adattabile per tutti gli atterraggi a meno dei parametri della macchina quindi come faresti?

Mea culpa! conosco la tecnica di coprire gli strumenti, ma avevo erroneamente capito che per addestramento fosse stato coperto direttamente il pitot!!!  Cheesy  Cheesy

Al di là di questo, capisco benissimo l'uso di insegnare a pilotare con il fondo schiena, quello che ancora non mi è chiaro è la tranquillità nel volare con il pitot in avaria, come successo a Cata, e come sia possibile valutare con la precisione necessaria la IAS in fasi come l'atterraggio, specie quando i campi per ULM sono corti e magari non ci si può permettere di arrivare con 10-15 nodi in più.

ciao e grazie!!

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MikeBravo
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Oltreoceano...


« Risposta #8 il: 11 Settembre 2010, 19:36:02 »

Mi piace il simbolo della mela sull'ombra del telefono.
Non è un'ombra, è un riflesso...
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Mario Borgato  |  VDS 00076 | PPL Costa Rica
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« Risposta #9 il: 11 Settembre 2010, 19:56:29 »

Ciao sblanzio, come ti hanno detto giustamente copro lo struento, non il pitot, ma del resto non è la prima volta che mi capita di volare senza anemometro.

Come si fa? Si imapra, come tutto.
Si fa pratica, si fa esperienza, si fanno simulazioni...e poi quando avrai qualche molte ore di volo ti accorgerai da solo che si sopravvive anche senza. Magari non si fanno gi atterraggi pennellati, ma poco importa.

Sei un allievo? Chiedi al tuo istruttore di farti provare. Se ti dice di no...cambialo. Le foglie dentro ai pitot non ci entrano solo su autorizzazione di un istruttore...
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Maffa
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« Risposta #10 il: 11 Settembre 2010, 22:55:39 »

a me quella foglia così messa dentro mi fa pensare alla patata nello scappamento della macchina della prof di tecnica delle medie su cui ogni tanto elucubravamo durante la merenda...
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Raffaele - Torino
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« Risposta #11 il: 12 Settembre 2010, 09:05:05 »

a me quella foglia così messa dentro mi fa pensare alla patata nello scappamento della macchina della prof di tecnica delle medie su cui ogni tanto elucubravamo durante la merenda...

Eh no, questa ci è entrata dopo oltre 3 ore di volo...
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« Risposta #12 il: 13 Settembre 2010, 10:37:40 »

con un po' di esperienza sul tipo di velivolo atterrare senza anemometro ti puo' portare a
fare atterraggi persino migliori del solito.

Il motivo e' che finalmente fai attenzione alle sensazioni e sopratutto all' angolo di assetto del velivolo e quindi all'angolo d'attacco che e' quello che poi conta veramente.

Anche senza scotch e patchwork vari sullo strumento abituarsi semplicemente a considerare altre  indicazioni tenendo l'anemo solo come verifica ultima, aiuta sicuramente nel momento del bisogno. Almeno credo. 

babbo
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« Risposta #13 il: 14 Settembre 2010, 10:33:33 »

Pilotare senza anemometro dovrebbe essere un'avaria banale da gestire anche per l'ultimo dei piloti, anche con poche ore.
Certamente è un "volare di merda ed è un'emergenza", ma è un'emergenza poco rognosa, soprattutto se operi su piste lunghe.
Se conosci l'aereo sai che con un certo angolo e una certa potenza la velocità è quella, si chiama "volo per assetti".
Ho notato però molti allievi piloti "strumentocentrici": si fissano sugli strumenti e non guardano mai fuori, secondo me è sbagliato e pericoloso.
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« Risposta #14 il: 14 Settembre 2010, 14:15:01 »

Pilotare senza anemometro dovrebbe essere un'avaria banale da gestire anche per l'ultimo dei piloti, anche con poche ore.
Certamente è un "volare di merda ed è un'emergenza", ma è un'emergenza poco rognosa, soprattutto se operi su piste lunghe.
Se conosci l'aereo sai che con un certo angolo e una certa potenza la velocità è quella, si chiama "volo per assetti".
Ho notato però molti allievi piloti "strumentocentrici": si fissano sugli strumenti e non guardano mai fuori, secondo me è sbagliato e pericoloso.

Tutto ciò se non incroci uno stormo di cipolle volanti ovviamente...
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